Canapa: la pianta che ritorna in valle (Ossola) - Simona Brini

Canapa: la pianta che ritorna in valle (Ossola) - Simona Brini

Canapa: la pianta che ritorna in valle (Ossola) - Simona Brini

Da: VIVERE SOSTENIBILE ALTO PIEMONTE
-RIVISTA CONSAPEVOLE-

 dott.ssa Simona Brini, coordinatrice Canapa Alpina
tempo di lettura: 6 min


La canapa ha rappresentato sin dall’antichità una risorsa importante nella storia dell’economia italiana e delle valli del VCO, dove veniva utilizzata per la produzione di tessuti e cordame. Ancora oggi anziane signore ricordano il lavoro di raccolta, macerazione e filatura sino ad arrivare alla tessitura con i grandi telai.
A partire dal secondo dopoguerra la produzione di questa robusta fibra vegetale è stata progressivamente abbandonata in tutta Italia a causa delle trasformazioni socioeconomiche e, soprattutto, dei limiti normativi imposti dallo stato. Oggi a livello europeo, grazie alla disponibilità di sementi selezionate e certificate, si assiste al crescente interesse per la sua reintroduzione e anche in Italia sono già molte le esperienze in atto. Il progetto “Canapa Alpina” è nato grazie ad alcuni gruppi di lavoro, a seguito del convegno “Tutta un’altra Canapa” organizzato a gennaio 2015 promosso dall’Associazione Canova, per sperimentare questa storica coltura in diverse zone della Provincia del VCO.
La volontà di cooperare tra i diversi gruppi che hanno condiviso questo interesse ha portato alla coltivazione di piccoli appezzamenti nei territori di Baceno, Crodo, Premia, Bannio Anzino, Vanzone con San Carlo, Gurro, Masera, Montecrestese, Domodossola, Verbania e Quarna Sotto, con lo scopo testare una le possibilità di una eventuale reintroduzione di questa importante coltura tradizionale sul territorio.

Il progetto Canapa Alpina ha sia scopo divulgativo, mettendo in evidenza l’aspetto prevalentemente storico, culturale e tradizionale, sia quello di evidenziare le potenzialità che la materia offre per lo sviluppo sostenibile di una moderna economia in grado di rispettare l’ambiente, per le sue qualità di rigenerare i terreni, di non produrre scarti e di favorire la nascita di nuove imprese: la canapa, infatti, oltre ad essere utilizzata nel settore tessile e cartaceo per quanto riguarda la fibra, viene oggi usata in molteplici ambiti: alimentare, l’olio di canapa è molto ricercato perché ricco di Omega 3 e Omega 6, si può poi ricavare la farina e, ancora, dal fiore una serie di estratti impiegati nella cosmesi nonché per uso farmaceutico; gli scarti della fibra e il canapulo sono impiegati nei materiali edili per l’isolamento termico, per citarne i principali.
Sono stati acquistati semi della varietà “Futura 75” certificati da Assocanapa di Carmagnola.
La procedura burocratica è stata abbastanza complessa.
La fase di semina in campo è iniziata a partire nel mese di maggio, per arrivare alla raccolta dai primi di settembre in poi: sono stati raccolti i semi con l’intento di ricavare un minimo di prodotto alimentare, a Baceno e Crodo, infatti, sono in corso sperimentazioni di utilizzo nella produzione di pane, tisane e birra, mentre in altre aree si è preferito utilizzare il raccolto per lavorazioni tessili, grazie, ad esempio, al gruppo di signore di Bannio Anzino che intende riprodurre gli “scufui”, le pantofole tipiche della Valle Anzasca, con il metodo tradizionale.
Il canapulo infine, sarà oggetto di sperimentazioni di utilizzo in bioedilizia nel villaggio laboratorio di Ghesc, a Montecrestese. E’ importante sottolineare che i semi raccolti dopo la coltivazione non possono assolutamente essere seminati nelle stagioni successive: ogni anno e per ogni campo coltivato i semi devono essere accompagnati da un certificato rilasciato da Assocanapa comprovante la conformità alle vigenti leggi in materia.
Il progetto ha quindi l’intento di valorizzare questo prodotto, a partire dalla storia che lo accompagna, per generare attorno ad esso una vera e propria filiera locale: l’obiettivo di Canapa Alpina è quello di creare una economia di filiera sul territorio del Verbano Cusio Ossola, con particolare attenzione all’aspetto sociale e ambientale, infatti una filiera produttiva è in grado di offrire nuove professionalità, e se i numerosi prodotti che si possono ottenere da questa pianta fossero accompagnati da un marchio locale, si darebbe loro un ulteriore valore aggiunto.
Altro punto di forza è la capacità di mantenere compatto il suolo grazie all’apparato radicale particolarmente sviluppato della pianta, utile senza dubbio per il recupero dei terrazzamenti diffusi nelle valli del VCO. Per questo abbiamo unito le forze in questa prima stagione sperimentale che è stata particolarmente utile per capire come lavorare e come organizzarci: durante le varie fasi sono state molte le persone interessate ad unirsi al progetto per la prossima stagione che vogliamo far crescere e aprire quanto più possibile a tutto il territorio. Il progetto si è svolto con il Patrocinio di: Provincia del Verbano Cusio Ossola, Comune di Baceno, Comune di Bannio Anzino, Comune di Gurro, Comune di Masera, Comune di Montecrestese e Istituto Agrario “S. Fobelli” di Crodo.
La prossima stagione vedrà proseguire il progetto, forte della passata esperienza, che avrà l’obiettivo di evolvere in associazione culturale con l’intento di promuovere la coltivazione e l’utilizzo della canapa in tutti gli ambiti, agricolo, produttivo, tessile, edile, alimentare e nutraceutico, didattico e culturale, di favorire il recupero del patrimonio storico ed etnografico ad essa correlato.

Articolo Segnalato da : Vivere Sostenibile Alto Piemonte.
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